Glifosato erbicida diserbante intervista a Valeria Urso
27Ott2017

QUESTIONE GLIFOSATO: PER CAPIRNE DI Più

Il glifosato è l’erbicida diserbante più usato al mondo in campo agricolo per spazzare via erbacce e piante infestanti presenti nei campi coltivati. Per l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) è “probabilmente cancerogeno”, mentre l’EFSA (European Food Safety Authority) ha fatto una valutazione opposta. Di questi giorni la notizia che l’Europarlamento ha bocciato la richiesta di prolungare di 10 anni l’autorizzazione dell’erbicida con veto immediato per l’uso domestico ed entro il 2022 per l’agricoltura. 

Il nostro grano Molini Riggi, invece proviene da coltivazioni biologiche, per le quali l’utilizzo di prodotti di sintesi, come il glifosato, sono assolutamente vietati. Ci siamo rivolti alla nostra responsabile e tecnico di laboratorio Valeria Urso per capirne di più in merito alla questione glifosato.

 

L’attuale polemica sul glifosato divide l’UE sul suo utilizzo. Quando nasce la questione e quando si comincia a utilizzare il glifosato?

Il glifosato è il principio attivo di un noto erbicida introdotto in agricoltura negli anni ‘60 del secolo scorso dalla multinazionale Monsanto, con il nome commerciale di RoundUp. Nel 2011 il brevetto in possesso della Monsanto è scaduto e oggi sarebbero circa 750 i prodotti in commercio a base di questo erbicida, con un mercato stimato pari a circa 5,4 miliardi di dollari.

 

Come agisce il glifosato?

Il glifosato, largamente utilizzato nei pesticidi, è un diserbante sistemico, cioè, una volta assorbito da foglie e radici, raggiunge ogni parte della pianta e, nel giro di un paio di settimane, questa secca interamente. Inoltre, è definito “totale”, perché in grado di agire in maniera non selettiva e, quindi, di eliminare ogni tipo di vegetazione, estendendo le possibilità di utilizzo: in coltivazioni agricole (erbacee e orticole; applicato in genere prima della semina, per eliminare le erbe infestanti; come essiccante pre-raccolta per accelerare e/o uniformare la maturazione), in giardini e parchi anche urbani, per mantenere strade e ferrovie libere da erbacce. È oggi l’erbicida più usato al mondo (in 140 Paesi nel mondo, compresa tutta l’Europa.

 

E poi sono arrivate nuove varietà OGM che hanno permesso l’utilizzo del glifosato…

Dato l’ampio spettro di azione, la Monsanto nel tempo ha selezionato e commercializzato nuove varietà OGM resistenti al glifosato (soia, mais e cotone), permettendo ai coltivatori di utilizzare l’erbicida senza danneggiare i raccolti.

 

Come ha reagito lo IARC (International Agency for Research on Cancer)?

Nel 2015 un gruppo di esperti dello IARC, agenzia internazionale che fa parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha esaminato gli studi relativi ai possibili effetti sull’uomo, decretando la sua pericolosità e inserendolo tra le sostanze “probabilmente cancerogene” nella categoria 2° (dove troviamo anche il DDT, gli steroidi anabolizzanti, le emissioni da frittura in oli ad alta temperatura, le carni rosse, le emissioni da camini domestici a legna).

 

L’EFSA ha invece espresso parere opposto…

Sempre nel 2015, EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha condotto un’altra valutazione tecnica, dichiarando che “è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo”, anche se, a scopo cautelativo, ha disposto nuovi livelli di sicurezza e controllo più severi sui residui di glifosato negli alimenti.

 

Poi sono arrivate l’OMS e la FAO…

Nel 2016 l’OMS e la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura) hanno condotto un’analisi congiunta giungendo alla conclusione che “è improbabile che il glifosato comporti un rischio di cancro per l’uomo come conseguenza dell’esposizione attraverso l’alimentazione”.

 

Ma cittadini e ambientalisti si sono espressi a favore sul divieto assoluto  del diserbante e alcuni giorni fa il Parlamento Europeo ha chiesto il divieto totale entro dicembre 2022 degli erbicidi a base di glifosato e restrizioni immediate sull’uso della sostanza, opponendosi alla proposta della Commissione Ue di rinnovare per 10 anni la licenza dell’erbicida dal 15 dicembre di quest’anno, data di scadenza della licenza attuale…

Sì. Si inizierà con un divieto per l’uso domestico, poi a quello agricolo appena saranno disponibili alternative biologiche per il controllo delle erbe infestanti (ad esempio i sistemi di lotta integrata). In attesa del voto dei rappresentanti degli stati membri della Ue sulla questione, alcuni Paesi hanno da tempo adottato misure precauzionali per ridurre l’uso inappropriato dei prodotti contenenti glifosato. In Olanda dal 2014 è vietata la vendita ai privati per uso casalingo, mentre non c’è nessuna limitazione in ambito professionale; in Francia è stato chiesto a vivai e negozi di giardinaggio di non esporre il glifosato sugli scaffali accessibili al pubblico; in Italia un decreto del Ministero della Salute del 2016 ha stabilito che il diserbante non si potrà più usare nelle aree “frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bimbi, cortili e aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie”.

(fonti: M.M. Robin, Il mondo secondo Monsanto, 2009; M. DeNicola, “Monsanto’sDirtyDozen: The 12 MostAwful Products Made by Monsanto”, in collective-evolution.com, 2014).

 

Continua a leggere > PERCHÈ MOLINI RIGGI NON UTILIZZA IL GLIFOSATO

 

Per saperne di più:

Nationalgeographic.it
Repubblica.it
Efsa.europa.eu
Slowfood.com